WISHLIST
Qualche buon proposito
... ad oggi, Aprile 2011, quarantasei anni più che compiuti, oltre venticinque dei quali passati a cercare di far andare d'accordo parecchia gente con la tecnologia.
Dovrei scrivere "Chi siamo", dato che da quasi tre anni ho a
l fianco una (meravigliosa) gatta - Toupie - come coinquilina. Credo non possa essercene una migliore o, per lo meno, in grado di sopportare abbastanza a lungo il sottoscritto...
Sono nato a Forte dei Marmi, il mare di fronte e la montagna alle spalle: potevo scegliere le Alpi Apuane, ma il Tirreno ha avuto il sopravvento.
Solo chi è nato in un posto di mare può capire quello che voglio dire e, forse, il perchè del percorso tracciato in questo sito.
Per il resto: infanzia tranquilla, adolescenza scorsa via liscia, studi classici con buoni risultati, seguiti dal loro opposto (in tutti i sensi) all'Università di Pisa.
Corso di laurea in ingegneria elettronica: tanta passione, difetto di organizzazione, ma anche troppa avversione per la spocchia, la maleducazione e la supponenza di tanti professori, interessati più agli incarichi esterni che alla divulgazione della conoscenza attraverso le lezioni. D'accordo: erano altri (lontani) tempi. E io ero troppo insicuro per riuscire a "fronteggiarli" agli esami. Dopo una ventina di battaglie vinte con tanta, tantissima fatica, ho alla fine rinunciato.
Credo di aver deciso, inconsapevolmente, che il "gioco" non valesse la candela...
Così ho iniziato a trasformare in lavoro quello che da tempo era soltanto un hobby, evolutosi dall'elettronica discreta a quella digitale con l'arrivo dei primi microprocessori veri e propri (il CDP1802 della RCA, conosciuto anche come COSMAC, sul finire degli anni settanta) e attraverso una delle creature di Sir Clive Sinclair: lo ZX Spectrum (ma anche i suoi concorrenti Commodore Vic 20 e C64).
Ho cominciato ad occuparmi di PC e problemi informatici in tempi nei quali internet non era neppure allo stato di concepimento, la velocità dei processori si misurava in MegaHertz, gli hard disk costavano l'ira di Dio (più o meno come se oggi pagassimo un disco da 1TB circa 4 milioni di Euro...) ed il DOS non aveva concorrenti tra i sistemi operativi: le uniche finestre che si potevano aprire, allora, erano quelle degli affumicati studi dei professionisti dove passavo il mio tempo "libero".
Nel frattempo, tra PC XT , AT, 386, 486, Pentium e studi, arrivò anche il servizio militare - in Marina, ovviamente - e la folgorazione sulla via di Damasco: l'incontro, nel 1992, con il primo caicco arrivato in Italia ad opera di uno di quei sognatori destinati o ad avere molta fortuna o a subire una rovinosa sconfitta.
"Besahet", questo il suo nome, era - chissà se lo è tuttora! - una bellissima imbarcazione a vela e motore lunga una ventina di metri, tutta costruita in legno: una "gulet", come la chiamano in Turchia, con tanto spazio a bordo da poterci vivere...
Vederla ed immaginarmi di poter un giorno navigare e vivere ovunque nel Mediterraneo fu tutt'uno.
Ancora, però, non ero in grado di figurarmi in quale modo si potesse realizzare un disegno del genere e conciliarlo in futuro con lavoro, moglie, figli, casa, mutuo...
Ci ho messo vent'anni a rendermi conto di aver preso la strada sbagliata, di non aver compreso quale fosse la rotta da seguire: spero solo di essere ancora in tempo per fare qualcosa.
Biologicamente (e "Wikipediamente") parlando, "la Physalia physalis, il cui nome comune è caravella portoghese, è un sifonoforo della famiglia Physalidae. Viene spesso confusa con una medusa, sebbene sia una colonia di 4 diversi tipi di polipi reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza".
Fin qui la scienza. Personalmente, mi ha sempre affascinato questo strano "soggetto": in balia di correnti e venti (a differenza di una medusa non è in grado di spostarsi autonomamente, ma solo di offrire maggiore o minore resistenza aerodinamica), con la sua cinquantina di metri di tentacoli velenosi sembra quasi voler delimitare il proprio spazio vitale, quell'area nella quale gli intrusi non sono graditi e che si è disposti a difendere con tutti i mezzi.
Priva della simmetrica armonia e, forse, della bellezza della medusa, io credo che sia però mirabile la simbiosi e la complementarietà delle sue componenti: essenziale, niente di più e niente di meno.
Credo ci sia abbastanza da cui trarre insegnamento, come in molti altri casi naturali: abbandonare il superfluo, sapersi adattare agli elementi, difendersi senza offendere, contare su poco più che se stessi, vivere la propria vita rifuggendo branchi e greggi.
Questi aspetti, contestualizzati nell'esistenza umana, potrebbero apparire permeati da una qualche forma di egoismo e diffidenza. E lo sono, in realtà.
Ma una buona dose di (sano) egoismo e (sana) diffidenza, unita all'irrinunciabile rispetto di ogni forma di vita senziente, sono fondamentali per la sopravvivenza nella società in cui ci troviamo a vivere. A mio personalissimo giudizio ed in base alla mia propria esperienza.