L'inizio è la parte più importante di un lavoro

L'inizio è la parte più importante di un lavoro


(Platone)

Ho salvato me stesso. E allora, cosa mi importa di quello scudo? Alla malora! Presto me ne procurerò uno non peggiore (Archiloco)

Vitality shows in not only the ability to persist but the ability to start over

Vitality shows in not only the ability to persist but the ability to start over


La vitalità si mostra non solo nella capacità di perseverare, ma anche di ricominciare (Francis Scott Fitzgerald)

L'opinione degli altri non vale il sacrificio di uno solo dei nostri desideri

L'opinione degli altri non vale il sacrificio di uno solo dei nostri desideri


(Anatole France)

Un Lavoro non è solo un lavoro, è cio che sei! E se vuoi cambiare ciò che sei prima devi cambiare ciò che fai

Un Lavoro non è solo un lavoro, è cio che sei! E se vuoi cambiare ciò che sei prima devi cambiare ciò che fai


(Remy - Jude Law, protagonista di "Repo Men")

Inquilino di Stato

Considerazioni sull'affitto a vita


Fin da "piccolo" mi hanno insegnato che il mattone è l'investimento più sicuro che il risparmiatore accorto potesse fare.
Oggi, che piccolo più non sono, mi chiedo chi tragga maggiori vantaggi da un investimento del genere.

Immobilizzare decine o centinaia di migliaia di Euro in un'abitazione, a meno che non si abbia prole alla quale si voglia lasciarla in eredità, a cosa serve?
Ad avere liquidità in un momento di bisogno? In tale frangente, più che vendere si finirà con lo svendere... E sarebbe un investimento, questo?

E cosa dire della manutenzione della quale l'immobile ha bisogno nel corso della sua esistenza? Mantenere efficienti o rifare impianti, infissi, terrazze, giardini, tetti o quant'altro ha costi che la "saggezza popolare" sembra dimenticare, al momento di fare i conti.

Inoltre, chi può dirvi con certezza che nella vita non vi troverete mai nella condizione di volere - o dovere! - cambiare casa? Per lavoro, per amore, per qualsiasi altro motivo, o si ha la possibilità di far "Monopoli" (vale a dire: collezione di immobili) o si comprerà vendendo quello che si possiede, facendo alla fine contenti solamente notai ed agenzie immobiliari.

E, allora, perchè la casa di proprietà?

Sicuramente perchè ai più sembra uno spreco pagare per tutta la vita un affitto, senza mai possedere le quattro mura entro le quali si vive.
Ma - per favore! - si eviti di raccontare la favola che potremmo comprarcela, una casa, con quello che costa un affitto in Italia: al solito, si "dimentica" che il giorno in cui si rompesse un tubo, cambiasse la normativa sugli impianti elettrici o termici, piovesse in casa a causa di tegole rotte, è il proprietario dell'immobile a dover far fronte alla spesa, non l'inquilino che gli paga l'affitto. Come pure non è certo quest'ultimo (ovviamente nel caso di contratti di affitto pluriennali) a dover assecondare i cambiamenti di umore di provincia, regione o Stato in fatto di tasse a carico dei proprietari di immobili.

A spingere l'essere umano a possedere un immobile potrebbe essere, allora, la necessità di avere un bene a garanzia di una richiesta di finanziamento.
A parte il caso di finalità autoreferenziali, che non hanno granchè senso - possedere una casa da mettere a garanzia per la ristrutturazione della casa stessa: proprio vero che l'entropia dell'universo è in continuo aumento... - l'intento potrebbe esser pure lodevole, quando i genitori avessero in animo di aiutare i figli a costruire il loro futuro. Certo, qualcuno dovrebbe poi provare a spiegare come si possa anche solo pensare di spendere, oggi più che mai, decine di migliaia di Euro in un principesco matrimonio, un percorso di studi senza sbocchi professionali o un progetto imprenditoriale (che di per sé rappresenta sempre un rischio: se non fosse tragico, sarebbe persino buffo constatare come le banche siano sempre ben disposte a far la parte del benefattore e motore primo dell'iniziativa privata, salvo poi affossare tutto e chiudere i rubinetti della benzina in tempi di crisi: vien da pensare che lo sguardo bancario sia rivolto più ad acquisire il patrimonio immobiliare del Paese che allo sviluppo economico del medesimo... Che maliziosi pensieri!).
Comunque, a parte i casi di cui sopra, che dire quando la finalità del prestito è il "miglioramento dello status sociale" (leggi: vacanze in posti esotici, settimane bianche, acquisto di autovetture-simbolo e via dicendo)?
Però poi ci si può sempre salvare la faccia con la donazione del 5 per mille, l'aiuto ad Emergency, l'iscrizione a Greepeace e la raccolta differenziata.

Alla fine, sembra che il possesso di un immobile sia il fattore che più di qualsiasi altro determini la nostra appartenenza allo Stato: si acquista un pezzetto del Suo suolo, sul quale è edificato qualcosa per Sua gentile concessione, e riceviamo in cambio la certificazione di "cittadino accreditato e indebitabile", con regole (doveri) più o meno da seguire e benefici (diritti) da godere. Bel modo di intenderci Nazione, alla faccia dei festeggiamenti per il 150° dell'unità d'Italia!
Diceva bene il Signor G., quando non si sentiva italiano, ma per fortuna - o purtroppo! - lo era.

Stando così le cose e pensando alla filosofia del downshifter, preferisco sentirmi inquilino di Stato: sicuramente si perdono alcuni diritti, ma pure parecchi doveri. In primis: il "dovere di indebitarsi" per la Sua sopravvivenza.

__________________________

Commenti (0)

Lascia un commento






Tags consentiti: <b><i><br>Aggiungi un nuovo commento: